Per le ragioni che spieghiamo appresso, non avremmo emesso alcun comunicato sul tema in oggetto, se non fossero state manifestate alcune perplessità dal Segretario di MD Claudio Castelli, nella presentazione del suo appello contro la guerra, a proposito del silenzio di altre correnti sul tema della guerra (".francamente mi sembra impossibile che altre voci della magistratura associata non ci diano il loro contributo."). Rispettiamo profondamente le opinioni diverse dalla nostra e, dunque, non intendiamo aprire alcuna polemica con gli amici di MD, ma - a fronte di una diretta "chiamata" - ci sembra doveroso far conoscere la nostra posizione. Il silenzio, altrimenti, potrebbe essere fonte di equivoci.


"LA GUERRA"

ll Movimento per la Giustizia è significativo punto di riferimento per molti magistrati che vivono serenamente e con spirito di sacrificio la loro delicata funzione di interpretazione ed applicazione della legge al caso concreto, e sono fermamente convinti della necessità di condividere e di sottoporre a momenti collettivi di riflessione la cultura della giurisdizione come servizio e come garanzia per tutti i cittadini.


Questi magistrati sono ovviamente anch'essi cittadini che vivono drammaticamente le esperienze odierne.

Tutti, o quasi tutti, sono attanagliati dalla preoccupazione per gli sviluppi imprevedibili del conflitto e dall'angoscia per le vite e le esistenze che in questo momento vengono assurdamente stravolte e spezzate nonostante gli innumerevoli appelli, e i vani tentativi di trovare vie alternative, da parte di altissime Autorità internazionali, politiche e religiose.

Molti, probabilmente moltissimi di loro, anche se le generalizzazioni sono sempre odiose e poco rispettose della libertà di opinione di ciascuno, sono convinti che le invocazioni e gli ammonimenti del Papa dovrebbero essere ascoltati e seguiti, perché non semplicemente "la guerra", ma anche "questa guerra" può solo creare morte e distruzione e non risolvere alcuno dei problemi che la dovrebbero giustificare.

Molti, ancora, possono pensare che non solo la Religione, la Morale, lo Spirito umanitario, ma anche la Costituzione, il Diritto e l'Ordinamento internazionale sono calpestati e violati con l'attacco in corso.


Noi riteniamo però, e con noi lo ritengono tanti altri, che non compete ad una associazione di magistrati italiani che ha il naturale obiettivo di dibattere ogni argomento che possa riguardare l'amministrazione della giustizia, occuparsi, in quanto tale, del tema della Guerra. Esso presenta certamente aspetti di grande rilevanza giuridica, di diritto pubblico e di diritto internazionale. Ma la rilevanza giuridica - che peraltro è propria come sappiamo di ogni momento anche insignificante delle relazioni tra gli uomini nel mondo - non può essere utilizzata per legittimare l'intervento su qualunque tema di politica generale da parte di un associazione di magistrati, che non assomma in sé e non rappresenta (né espropria quindi) i diritti politici di ciascun cittadino che, per essere anche magistrato, ha aderito alla associazione, ma in funzione e nei limiti di un preciso progetto associativo "di politica giudiziaria".


In un momento in cui tutti avvertiamo più che mai la necessità di non dividerci e di non alimentare ulteriori inutili polemiche, ma di ritrovare insieme il senso razionale di una coesistenza pacifica nelle diversità, noi riteniamo anche che la libertà di questi cittadini-magistrati meriti ed esiga il più assoluto rispetto e che non tocchi ad una associazione di magistrati rappresentarne ed esternarne quindi le idee e le posizioni. In questi termini e con questo spirito riteniamo di dover tacere di fronte al diritto di ciascun cittadino (magistrato o meno) di prendere la parola

21 marzo 2003

Il Presidente Nino CONDORELLI

Il Segretario Generale Armando SPATARO