33 anni fa , il 19 marzo del 1980 , Guido Galli , magistrato dell’ ufficio istruzione di Milano , si recava presso l’ Università Statale per la consueta lezione come docente di criminologia , senza scorta perché non godeva di alcuna protezione. ...

 

 

Paolo Carfì (intervento al Plenum del CSM 20.3.2013

Intervengo in apertura dei lavori anche a nome dei componenti del gruppo Area certo però di interpretare i sentimenti di tutto il Consiglio .

33 anni fa , il 19 marzo del 1980 , Guido Galli , magistrato dell’ ufficio istruzione di Milano , si recava presso l’ Università Statale per la consueta lezione come docente di criminologia , senza scorta perché non godeva di alcuna protezione . Si siede su una panca nel corridoio e nell’ attesa consulta il codice . Viene ucciso con tre colpi di pistola calibro P38 e la foto di quel codice a terra , aperto , accanto al corpo riverso rimarrà nel ricordo di ogni magistrato , giovane o anziano che sia . Aveva 47 anni . Tra le prime ad accorrere , al rumore degli spari , la figlia Alessandra, che stava seguendo una lezione in un’ aula vicina . Oggi anch’ essa magistrato a Milano.

Nel rivendicare l’ omicidio , il volantino di Prima Linea ne tesse un involontario elogio , straordinario nel 1980 : “ Galli appartiene alla frazione riformista e garantista della magistratura, impegnato in prima persona nella battaglia per ricostruire l'ufficio istruzione di Milano come un centro di lavoro giudiziario efficiente, adeguato alle necessità di ristrutturazione, di nuova divisione del lavoro dell'apparato giudiziario, alla necessità di far fronte alle contraddizioni crescenti del lavoro dei magistrati di fronte all'allargamento dei terreni d'intervento, di fronte alla contemporanea crescente paralisi del lavoro di produzione legislativa delle camere... “.

Per combattere quella vera associazione a delinquere che fu il terrorismo , la magistratura italiana pagò in difesa della democrazia un prezzo altissimo in vite umane e tragedie familiari , prima e dopo l’ omicidio Galli . In quel solo Marzo del 1980 nell’ arco di tre giorni vennero assassinati tre magistrati , Giacumbi , Minervini e Galli . L’ espressione associazione a delinquere richiama alla memoria i momenti più bui della nostra storia : usiamola solo quando va usata … per favore .

Non conoscevo personalmente Guido Galli ma a tutti , avvocati , magistrati , semplici cittadini era nota la sua passione civile e la sua competenza professionale . Anche a chi come me quella professione sognava allora solo di abbracciare e dalla sua storia umana e professionale , e da quella di tanti altri , trovò in realtà nuova forza e convinzione nel perseguire quel sogno .

Oggi il suo nome è tornato all’ attenzione delle cronache giudiziarie anche perché la grande e dignitosa storia sua e della sua famiglia è stata utilizzata , in un processo presieduto dalla figlia Alessandra , in un atto difensivo che come tale dunque non commento anche perché incommentabile.

Io qui , in questa sede istituzionale , preferisco ricordarlo con le parole che i suoi familiari vollero incise sul marmo al secondo piano del Palazzo di Giustizia di Milano , accanto al suo ufficio : “ La tua luce annienterà le tenebre nelle quali vi dibattete ”.