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SOMMARIO
1.DIMISSIONI DI TRE COMPONENTI DEL C.S.M.
2.INCARICHI DIRETTIVI (5 PRES. SEZ. CASSAZIONE, PRES. T. MIN. MESSINA, PROCURATORE PIACENZA, PROCURATORE LODI)
3.CORSO PILOTA DI FORMAZIONE A DISTANZA
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.UN SINGOLARE CASO DI CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO SUL CONCORSO PER UDITORE GIUDIZIARIO
6.FUORI RUOLO
7.TRASFERIMENTO DI UFFICIO EX ART.2 RDL 511/46
8.MODIFICHE ALLA CIRCOLARE SULLE TABELLE IN TEMA DI M.O.
9.POLEMICHE SULL’AMMISSIONE AD UN CORSO DI FORMAZIONE
10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
11.MAGISTRATI E DOTTORATO DI RICERCA
12.NUOVO MAGISTRATO SEGRETARIO AL CSM
13.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI

Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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1.DIMISSIONI DI TRE COMPONENTI DEL C.S.M.
A seguito dell’intervenuta accettazione di candidatura alle prossime elezioni politiche, sono state ratificate dal plenum le dimissioni dall’incarico di componenti del C.S.M. dell’avv. NICOLA BUCCICO; dell’avv. GIAN FRANCO SCHIETROMA e del dott. LANFRANCO TENAGLIA.
In sostituzione del collega Tenaglia è stato nominato nuovo componente togato del Consiglio il dott. MARCO DEVOTO (Pres. sez. Trib. Genova), primo dei non eletti tra i giudicanti nelle ultime elezioni (con 422 voti di preferenza), che ha dovuto abbandonare la direzione del dibattimento di uno dei processi derivati dai “fatti del G8” di Genova, conseguentemente sospeso.

2.INCARICHI DIRETTIVI (5 PRES. SEZ. CASSAZIONE, PRES. T. MIN. MESSINA, PROCURATORE PIACENZA, PROCURATORE LODI)
Nomina unanime di cinque Presidenti di sezione della Corte di Cassazione: VINCENZO PROTO, EDOARDO FAZZIOLI, GIUSEPPE COSENTINO, ALBERTO PREDEN e GIORGIO LATTANZI (tutti consiglieri di Cassazione).
La nomina, come si è detto condivisa da tutto il plenum, giunge al termine di una lunghissima procedura, all’esito di estenuanti discussioni e di un percorso particolarmente accidentato, in cui abbiamo fronteggiato una impostazione diretta a livellare i meriti dei candidati, secondo un criterio di “standardizzazione apicale” incentrato essenzialmente sulla certosina analisi della loro anzianità professionale, financo concentratasi sul voto dagli stessi conseguito all'esito di un concorso per uditore giudiziario superato oltre quarant'anni fa, piuttosto che esaminare percorsi professionali e titoli necessariamente diversificati.
Si tratta di una impostazione che abbiamo da sempre contrastato, anche per quanto riguarda le nomine all’interno della Cassazione, e che continuiamo a ritenere deleteria in sede di selezione per gli incarichi direttivi
Indicazione unanime anche per gli incarichi direttivi di Presidente del Tribunale per i minori di Messina, attribuito al dott. FRANCESCO DEODATO (Pres. Trib. Ristretta); di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza, attribuito al dott. LUCIO BARDI (Proc. aggiunto a Milano); di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lodi, attribuito al dott. GIOVANNI PESCARZOLI (sost. proc. gen. Milano).

3.CORSO PILOTA DI FORMAZIONE A DISTANZA
Per la prima volta il CSM su proposta della nona commissione, sperimenta la strada metodologica della "formazione a distanza", mediante l'organizzazione di un corso in e-learning in materia penale, mediante un collegamento in rete internet.
Mutuando un’esperienza positivamente sperimentata presso l’ Escuela del Consejo General del Poder Judicial spagnolo, il progetto promuovere un programma di formazione a distanza diretto a coinvolgere su un tema predeterminato un numero ridotto di partecipanti, forniti di adeguata capacità di utilizzazione degli strumenti telematici, mediante un processo di apprendimento che coniughi l’esame di schede di presentazione degli argomenti con un forum di discussione, coordinato da componenti del Comitato Scientifico, diretto ad un confronto interattivo di esperienze e di opinioni sui vari argomenti progressivamente sottoposti all’attenzione dei partecipanti
Il tema del corso, che tiene conto sia della "criticità" del settore che delle recenti innovazioni legislative, è quello del “GIUDIZIO DI APPELLO", e si concluderà con un incontro di riflessione sulla metodologia sperimentata.
Si tratta di un'iniziativa che merita di essere segnalata, non soltanto per la novità della proposta formativa (più facilmente gestibile con riferimento alle singole necessità lavorative e familiari), ma anche per le rilevanti possibilità di implementazione derivate dalla verificata, positiva esperienza di questo corso-pilota (a giorni ulteriore iniziativa verrà esaminata con riferimento al settore civile, sul tema "La consulenza tecnica di ufficio").
L’interpello per la partecipazione al corso, riservato a 30 magistrati (15 p.m. e 15 giudicanti) che operano nel secondo grado della giurisdizione penale, con esperienza nella comunicazione telematica, poiché il loro contributo al forum di discussione si pone come requisito ineludibile per la migliore realizzazione dell'iniziativa, è stato diffuso in mailing-list (scadenza termini per la presentazione delle domande: 7 aprile 2006).

4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Designazione unanime per il dott. UMBERTO ZAMPOLI (sosto. Proc. gen. App. Salerno) nell’incarico semidirettivo di Procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Salerno, e della dott.ssa CESARIA CARONE (Appello Bari) per Presidente di sezione del Tribunale di Trani.

5.UN SINGOLARE CASO DI CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO SUL CONCORSO PER UDITORE GIUDIZIARIO
Dopo una prolungata discussione, che ha imposto anche la convocazione di una seduta straordinaria del plenum, si è definita una singolare vicenda derivata dall’ultimo concorso per uditore giudiziario indetto con D.M. 15.9.2004.
La questione si è incentrata sull’accoglimento da parte del TAR del ricorso proposto da un aspirante uditore per l’annullamento della graduatoria finale del concorso.
La decisione del giudice amministrativo, rilevato che il ricorrente, ammesso alla prova scritta in virtù di un provvedimento cautelare del giudice amministrativo, nonostante l’esito negativo (con sette errori) della prova preselettiva, aveva poi comunque superato sia la prova scritta che quella orale, a cui era stato ammesso nonostante l’intervenuto annullamento da parte del Consiglio di Stato dell’ordinanza cautelare ed una specifica delibera della nona commissione consiliare che aveva tempestivamente comunicato la non ammissione del candidato alla prova orale, si è fondata sul cd. “principio dell’assorbimento” (o della continenza).
Sulla base del condiviso assunto per cui il candidato aveva dimostrato comunque, superando le prove concorsuali, la sua idoneità per l’accesso alla professione, è stata presentata in plenum una proposta (rel. Stabile) per la non impugnazione della sentenza del TAR.
Di contro altra proposta (rel. Aghina) concludendo per l’impugnazione dinanzi al Consiglio di Stato (come del resto ritenuto anche dall’Avvocatura dello Stato e da un parere dell’Ufficio Studi del Consiglio), ha evidenziato l’insussistenza dei presupposti concorsuali derivata dal mancato superamento della prova preselettiva e dall’anomala ammissione alla prova orale, nonché l’inconferenza nella specie del principio sostenuto dal giudice amministrativo, attesa la peculiare differenza intercorrente tra prove preselettive e prove scritte.
L’incertezza giurisprudenziale in ordine al principio di assorbimento, l’impossibilità di fare riferimento ad un preteso “affidamento” da parte del candidato, l’esigenza di garantire una condizione di eguaglianza a tutti i partecipanti al concorso per uditore ed evidenti ragioni opportunità derivanti dalla delicatezza di una fattispecie, sono stati argomenti sostenuti nel corso di una prolungata discussione che hanno poi determinato il plenum ad accogliere al ballottaggio la proposta di impugnazione della sentenza del TAR con 14 voti a favore (Movimento, MD, Caldarera, Berlinguer, Meliadò, De Nunzio, Di Federico e Spangher), 3 astenuti (Primicerio, Riello e Ventura Sarno) e 3 a favore della proposta di non impugnazione (Stabile, Lo Voi, Mammone).
Si è così (a nostro avviso più che opportunamente) rimessa al Consiglio di Stato la decisione definitiva su una fattispecie particolarmente delicata (mai una pratica di contenzioso amministrativo aveva in precedenza seguito un iter così tormentato….), ma anche alla nona commissione di svolgere ogni opportuno accertamento per ricostruire le dinamiche che hanno portato all’illegittimo accesso del candidato alle prove orali del concorso, sulla base di un emendamento apportato alla delibera (cons. Fici), che ha portato all’apertura di una pratica apposita su richiesta dei consiglieri del Movimento e di MD.

6.FUORI RUOLO
Confermato nella destinazione fuori ruolo il dott. STEFANO PEPE (assistente di studio alla Corte Costituzionale) con funzioni di assistente del giudice costituzionale prof.ssa Maria Rita Saulle.
Confermata nella destinazione fuori ruolo la dott.ssa STEFANIA ABBATE (assistente di studio alla Corte Costituzionale) con funzioni di assistente del giudice costituzionale prof. Giusepe Tesauro.
Confermato fuori ruolo il dott. LUIGI PECORA quale collaboratore presso l’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali.
Confermato fuori ruolo il dott. MARIO ERMINIO MALAGNINO (capo della segreteria del sottosegretario on. Luigi Vitali) e destinato all’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia.
Confermati nella medesima destinazione fuori ruolo di consulenti presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sino al 31.8.2006, i dott. SILVIA CORINALDESI, MARIO PALAZZI, SILVIA DELLA MONICA.
Destinato fuori ruolo al Ministero della Giustizia il dott. ALESSANDRO DI TARANTO (p.m. Palermo).
Cambia destinazione fuori ruolo il dott. PAOLO FRAULINI (f.r. presso l’ufficio di coordinamento legislativo del Ministero dell’Economia), che passa all’ Ufficio dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella P.A.
Confermato per un altro anno nell’incarico fuori ruolo di Segretario generale presso la Corte Costituzionale il dott. PIERFELICE PRATIS.
Confermato fuori ruolo il dott. ROBERTO RUSTICHELLI (vice-capo di Gabinetto al Ministero delle Attività produttive) e destinato presso l’Ufficio per la semplificazione delle norme e delle procedure presso il Dipartimento della Funzione pubblica

7.TRASFERIMENTO DI UFFICIO EX ART.2 RDL 511/46
Con quattordici voti a favore, uno contrario (Primicerio) e sei astensioni (Rognoni, Stabile, Spangher, Ventura Sarno, Mammone, Caldarera) il plenum del Consiglio ha deliberato il trasferimento d’ufficio ad altra sede del dott. LUCIANO TOMMASELLI, presidente di sezione del Tribunale di Lecco.
L’incolpazione si fondava su risultanze derivanti dalle dichiarazioni d’alcuni magistrati di quell’ufficio giudiziario che evidenziavano comportamenti “pregiudizievoli del buon funzionamento e della credibilità dell’ufficio nonché dei rapporti di fiducia e collaborazione che devono intercorrere tra il Presidente di Sezione, i magistrati dell’ufficio, la Procura della Repubblica e con l’avvocatura del Foro di Lecco”.
Gli episodi segnalati riguardavano, in particolare, comportamenti tenuti durante le udienze: aggressioni verbali al p.m. d’udienza, sarcastici commenti sull’attività della Procura; delegittimazione dei giudici a latere (“le signore qui a fianco non contano niente perché qui decido io”); turpiloquio rivolgendosi ai giudici a latere, alle parti, ai difensori ed al PM (es. “questo teste non ricorda una fava” oppure “avvocà concluda perché tanto il suo teste non sa un c…o” ovvero commenti sulle fattezze di testimoni) ed invitando i trascrittori a non riportare in verbale espressioni colorite e volgarità; segnalando a magistrati componenti il collegio giudicante un suo compagno di gioco di carte affermando che era assolutamente da assolvere…., ecc.
Il magistrato ha negato i più gravi addebiti e collocato i dissensi in una difficoltà di relazione con i giudici a latere, deducendo che la situazione di conflitto con costoro non avrebbe potuto ripetersi avendo egli mutato funzioni.
L’intervento di chi ha votato contro la proposta (cons. Primicerio) ha sostanzialmente evidenziato la delimitazione delle condotte ad un singolo procedimento ed ai due componenti del collegio sottolineando comunque la mancanza di attualità.
Chi ha preannunciato voto a favore del trasferimento (cons. Aghina, Salvi) ha, al contrario, sostenuto che le risultanze riguardavano un abituale modo di comportarsi del magistrato tale da determinare, per i modi e le parole usate nonchè per la sostanza degli atteggiamenti, inidoneità allo svolgimento della funzione con il necessario decoro e discredito dell’immagine della funzione giurisdizionale svolta.
Il dato che occorre registrare è che i fatti emersi, certamente gravi, sono stati riferiti da alcuni magistrati dell’ufficio pur essendo risultato che il modo di comportarsi del magistrato era da tempo noto sia ai dirigenti dell’ufficio succedutisi nel tempo sia, ovviamente, al Foro locale.

8.MODIFICHE ALLA CIRCOLARE SULLE TABELLE IN TEMA DI M.O.
Nell'ultimo plenum il CSM ha approvato due modifiche alla recente circolare sulle tabelle sull'organizzazione degli uffici giudiziari per il biennio 2006/2008, entrambe relative alla magistratura onoraria.
Si sintetizza l'oggetto delle novità inserite nella circolare:
I) Atteso che la legge n.51/2006 di conversione del cd. "d.l. milleproroghega" ha prorogato (!!) al 2 giugno 2008 la data di complessivo riordino della magistratura onoraria a cui l'art.245 del D. l.vo n.51/1998 collega la perdurante vigenza delle attuali disposizioni ordinamentali dei g.o.t. e dei v.p.o., è stata disposta la soppressione dalla circolare della necessità, da parte dei dirigenti degli uffici, di indicare nei progetti organizzativi "le modalità e i termini per la rassegnazione degli affari eventualmente trattati dai giudici onorari...", precetto peraltro ampiamente sin qui disattesa nella convinzione, rivelatasi peraltro fondata, che il termine di valenza dell'utilizzazione dei magistrati onorari di tribunale venisse successivamente prorogato (come è in effetti avvenuto prima del termine originario del 2 giugno 2004, differito al 2 giugno 2006);
II) E' stata inserita la previsione di comprendere, tra le materie penali non assegnabili ai g.o.t., gli appelli del giudice di pace, per evitare la configurabilità di un doppio grado di giurisdizione "onoraria".

9.POLEMICHE SULL’AMMISSIONE AD UN CORSO DI FORMAZIONE
Ore di discussione in commissione e l’intero plenum del 14 marzo sono stati dedicati dal Consiglio per modificare, a soli tre giorni dall’inizio del corso, l’elenco dei magistrati ammessi la corso di formazione su “L’esecuzione penale”.
Sulla base di una segnalazione pervenuta da un ufficio giudiziario, si è dedotto che da parte di alcuni pubblici ministeri (il corso prevede una partecipazione pro-quota di magistrati di sorveglianza, giudicanti e p.m.) non avevano certificato di essere “addetti” all’esecuzione, come previsto dall’originario interpello.
In effetti il bando poteva prestarsi ad equivoci interpretativi, poiché l’esplicita riserva in favore di magistrati “addetti” all’esecuzione non era stata corredata quanto ai pubblici ministeri (a differenza che per i giudici) dall’esplicita richiesta di idonea attestazione .
In ogni caso l’ammissione di tutti i selezionati per le diverse “quote” funzionali era stata disposta secondo l’ordinario criterio obiettivo della minore partecipazione ai corsi.
La consueta maggioranza del Consiglio (che non soffre di eccezioni anche per vicende di non particolare rilevanza) ha proposto di correggere quello che si è dedotto come un errore operato in sede di ammissione (intervenuta settimane addietro), e di escludere dal corso i tredici pubblici ministeri che non avevano prodotto alcuna attestazione, sostituendoli con i primi tredici della lista di attesa riformulata secondo il dedotto criterio preferenziale.
Abbiamo inutilmente rilevato come l’incertezza del bando (sicuramente da correggere per il futuro) da un lato potesse consigliare l’ammissione dei tredici colleghi “specialisti” del settore, ma dall’altro non certamente penalizzare i colleghi già ammessi al corso a pochi giorni di distanza dal suo inizio, determinando una loro irragionevole esclusione, richiedendo così un incremento di tredici unità di ammessi.
Senza accedere a quella che ci sembrava una proposta improntata a criteri di buona amministrazione e di tutela delle aspettative di tutti (votata solo dal Movimento, MD e Berlinguer), è stata invece approvata (con 12 voti a favore: Unicost, MI, Ventura Sarno, Di Federico, Caldarera, Spangher) la proposta di estromissione di tredici colleghi già ammessi al corso, a cui non ci resta che chiedere scusa per il disagio comunque loro provocato da questa decisione, che comporterà prevedibilmente anche un esborso senza alcun ritorno da parte del Consiglio ove (come del tutto prevedibile) siano già stati acquistati i biglietti di viaggio.
La discussione di questa paradossale vicenda, che ha assorbito tempo sicuramente destinabile ad un più utile impegno, può come sempre essere ascoltata sul sito www.radioradicale.it

10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvato il programma organizzativo 2004/2005 della Procura di Lecco (precedentemente non approvate), della Procura di Treviso, Tribunale di Belluno, Procura di Avezzano, Procura di Brescia.

11.MAGISTRATI E DOTTORATO DI RICERCA
Negli ultimi tempi si vanno intensificando le richieste da parte di magistrati di concessione di un periodo di congedo straordinario per dottorato di ricerca, ai sensi dell’art. 2 L. 13.8.1984, n.476, che consente al pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca un collocamento in congedo straordinario che, se senza borsa di studio, consente all’interessato in aspettativa di conservare il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento.
Nelle ultime due settimane di plenum sono state accolte ben quattro richieste in tal senso, di cui ben tre in uffici giudiziari di Trapani.
Attesa l’indiscutibile applicabilità di una disposizione normativa intesa all’arricchimento del bagaglio professionale del magistrato, abbiamo richiesto l’apertura di una pratica diretta ad una ricognizione del numero di quanti usufruiscano di detto congedo straordinario, finalizzata alla predisposizione di proposte per richiedere un intervento normativo che consenta di limitare gli inevitabili disagi derivati agli uffici giudiziari di provenienza del magistrato “dottorando”, che possono restare per un periodo anche superiore ai due anni privi della possibilità di copertura del posto in organico.

12.NUOVO MAGISTRATO SEGRETARIO AL CSM
Nominato nuovo magistrato segretario presso il C.S.M. il dott. FERDINANDO LIGNOLA (Tribunale di S.Angelo dei Lombardi).

13.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all’incontro di studio “la delinquenza dei minori: le risposte giudiziarie” (Parigi, 14-17.3.2006) i dott. MARIA GIOVANNA PISANU (Trib. minori Cagliari) e FRANCESCA SALVATORE (Trib. minori Bologna).
All’incontro “La procedura penale oggi: bilancio e prospettive” (Parigi, 27-31.3.2006) i dott. ANDREA NATALE (Trib. Torino) e ACHILLE BIANCHI (p.m. Bari).
All’incontro “Principio di non discriminazione in diritto del lavoro e diritto sociale” (Vienna, 14.3.2006) i dott. FRANCESCA PARODI (Trib. lav. Genova) e GIULIA ROMANAZZI (Trib. lav. Bari).

DALLE COMMISSIONI
QUINTA COMMISSIONE
Di seguito le proposte definite da ultimo dalla commissione:
Per l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Prato proposto con cinque voti (Berlinguer, Meliadò, De Nunzio, Di Federico e Salvi) il dott. PIERO TONY (sost. proc. gen. Firenze) e con un voto (Lo Voi) RENZO DELL’ANNO (sost. proc. gen. Firenze).
Per l’incarico di Presidente del Tribunale di Potenza proposto con tre voti (De Nunzio, Meliadò e Di Federico) il dott. GIULIANO TAGLIALATELA (Pres. sez. Trib. Napoli) e con un voto (Salvi) il dott. VINCENZO ALBANO (Pres. sez. Trib. Napoli), astenuti Berlinguer e Lo Voi.
Per l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia proposto con quattro voti (Lo Voi, Salvi, Berlinguer e Di Federico) il dott. RENZO DELL’ANNO (sost. proc. gen. Firenze) e con due voti (De Nunzio e Meliadò) il dott. UGO ADINOLFI (Procuratore di Biella).
Per l’incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Agrigento proposto all’unanimità il dott. FRANCO MESSINA (Trib. Trapani).
Per due posti di Presidente di sezione del Tribunale di Venezia (per cui è stata revocata la precedente delibera) la commissione si è divisa formulando tre proposte:
a) MAURIZIO GIONFRIDA (Trib. Padova) e DANIELA PERDIBON (Appello Venezia), votata da Di Federico, Berlinguer e Salvi;
b) MAURIZIO GIONFRIDA (Trib. Padova) e GIAN MARIA PIETROGRANDE (Appello Venezia), votata da Meliadò e De Nunzio;
c) MAURIZIO GIONFRIDA (Trib. Padova) e CESARE ALBANELLO BUSETTO (Appello Venezia), votata da Lo Voi.
Per l’incarico di Presidente di sezione lavoro del Tribunale di Torre Annunziata proposta unanime per il dott. UMBERTO LAUTO (Trib. T. Annunziata sez. lavoro).
Per il posto di Presidente della sezione gip/gup del Tribunale di Bologna proposto il dott. FRANCESCO MARIO AGNOLI (sost. Proc. gen. Bologna) con i voti dei cons. Berlinguer, Di Federico, Salvi e Lo Voi, astenuti: De Nunzio e Meliadò.

SETTIMA COMMISSIONE
Sembra si allontani, almeno per ora, il rischio di un blocco dell'attività degli uffici giudiziari, a seguito dei tagli previsti dalla legge Finanziaria per il settore informatico.
Il capo del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia, Nicola Cerrato, ascoltato in commissione in uno con il dott. Fausto De Santis che aveva lanciato l'allarme sui rischio di una paralisi dell’assistenza ai servizi informatici, ha difatti garantito la copertura del servizio sino al mese di giugno.
Come è noto, la legge finanziaria ha ridotto del 42% le spese correnti per i servizi informatici del ministero della Giustizia.
Solo un impegno per il reperimento di ulteriori risorse per i mesi successivi in sede di assestamento del bilancio.

OTTAVA COMMISSIONE
Procedono a pieno regime le valutazioni per la conferma di centinaia di giudici di pace in scadenza di mandato operato, come è noto, anche sulla base della verifica di un campione di provvedimenti giurisdizionali precedentemente valutati dai Consigli Giudiziari in composizione integrata.
La commissione ha altresì deciso di trasmettere a tutte le Commissioni distrettuali per la formazione della magistratura onoraria un questionario ricognitivo dell’attività svolta, propedeutico ad un incontro nazionale diretto a monitorare l’esordio di questa originale struttura formativa, e le criticità riscontrate in sede di prima esperienza.