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SOMMARIO
1.L’ATTUAZIONE ANTICIPATA DELLA RIFORMA ORDINAMENTALE PER L’ACCESSO OPE LEGIS IN CASSAZIONE
2.LA NOMINA DEL NUOVO PROCURATORE AGGIUNTO A VENEZIA: ANCORA ELUSE LE RAGIONI DELLA SPECIALIZZAZIONE
3.FUORI RUOLO
4.COLLOCATO A RIPOSO IL PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CASSAZIONE
5.NUOVO MAGISTRATO SEGRETARIO DEL C.S.M.
6.NUOVI CORSI CENTRALI DI FORMAZIONE
7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
8.MAGISTRATO DI COLLEGAMENTO PRESSO IL REGNO DI SPAGNA
9.CONCORSO DI AVVOCATO E FIGLI MINORI
10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI
Ernesto AGHINA PAolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.L’ATTUAZIONE ANTICIPATA DELLA RIFORMA ORDINAMENTALE PER L’ACCESSO OPE LEGIS IN CASSAZIONE
Una intera e tormentata seduta di plenum del Consiglio (del 23 marzo) è stata interamente dedicata all’esame di due delibere presentate secondo la procedura d’urgenza, entrambe con riferimento alle modalità di espletamento dei concorsi per la copertura di posti di Cassazione, ma di ben diverso tenore.
Per portare all’attenzione del plenum una situazione di impasse che si era determinata in terza commissione, con i consiglieri di MD abbiamo presentato un ordine del giorno che impegnava la stessa commissione ad un “immediato esame e definizione della pratica relativa alla copertura di 17 posti di consigliere della Corte di Cassazione pubblicati con bollettino del 26 luglio 2005”.
Nonostante un accorato intervento del presidente Marvulli, che ha evidenziato l’urgenza di provvedere alla copertura dei posti, per la mancanza di 62 consiglieri presso l’ufficio di legittimità, la maggioranza del plenum con 13 voti (6Unicost, 2MI, 4 laici del Polo, Favara) contro 10 (3Movimento, 5MD, Berlinguer, Marvulli), ha bocciato la proposta.
Le ragioni di fondo si sono concretamente evidenziate a seguito della successiva approvazione (con 13 voti contro 7) di altra proposta (relatore Primicerio), con cui si sono invece attivate le attività propedeutiche al passaggio “ipso iure” in Cassazione dei magistrati d’appello applicati al massimario ed alla procura generale, come previsto da una disposizione “premiale” della riforma ordinamentale (trasfusa nell’art.5 del D.Lvo n.24/2006), con una procedura d’urgenza su cui pure in precedenza il Consiglio aveva espresso parere di incostituzionalità.
La maggioranza del Consiglio ha quindi deciso in sostanza di anticipare gli effetti della riforma ordinamentale (su cui non aveva un obbligo operativo, trattandosi di norma vigente solo a far data dal 5 maggio p.v.), con una scelta gravida anche di significato simbolico, scegliendo tra le tante una disposizione diretta a favorire il passaggio in cassazione di alcuni colleghi, senza una procedura concorsuale comparativa.
La gravità (e inopportunità) della decisione, anche perché collegata al derivato ritardo nella definizione della procedura concorsuale ordinaria e già da tempo avviata, che non potrà avvenire che “contestualmente” (come espressamente previsto nella proposta Primicerio) al conferimento delle funzioni di legittimità ai magistrati d'appello destinati alla Cassazione, è stata denunziata con forza da tutti i nostri interventi in sede di discussione.
Ci sono state opposte motivazioni legate all’esigenza di funzionalità della Cassazione: della loro insussistenza (peraltro in un contesto in cui il Consiglio ha forse mancato ben altre e più importanti occasioni di intervento tempestivo) ha dato conto il primo Presidente e, successivamente, l’unanime deliberato del gruppo consultivo presso la Cassazione.
Ci sono state dedotte ragioni inerenti al principio di leale collaborazione istituzionale: ma nessun obbligo aveva il Consiglio in materia, trattandosi di uno spazio discrezionale offerto dal D.Lg.vo, in una situazione pertanto ben diverso da quella che ha derivato l’applicazione immediata dell’unica norma (il cd. emendamento anti-Caselli) della riforma ordinamentale in tema di concorsualità per gli incarichi apicali.
Si è contestata la rilevanza della questione esaminata dal Consiglio, mediante un’interpretazione “minimalista” diretta a (ri)dimensionare la scelta consiliare in un ambito tecnico, ben lontano dal collegamento (a noi invero del tutto evidente) con la riforma ordinamentale: un deliberato unanime della giunta dell’ANM che ha preso le distanze dalla decisione in questione (come anche alcuni dei magistrati interessati dalla celere “promozione automatica”) mostra invece l’importanza di una decisione che non ci appare uniforme alle aspettative dei magistrati, a principi di buona amministrazione e (soprattutto) a coerenza di comportamenti.

2.LA NOMINA DEL NUOVO PROCURATORE AGGIUNTO A VENEZIA: ANCORA ELUSE LE RAGIONI DELLA SPECIALIZZAZIONE
Nelle contrastate cronache consiliari in materia di conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi abbiamo (purtroppo) troppo spesso dovuto rimarcare il reiterarsi di decisioni dirette a sottovalutare (se non a mortificare) il criterio della specifica professionalità dell’aspirante all’incarico, pur specificamente prevista dalle circolari in materia (sia per uffici di Tribunale, Procura, minori o sorveglianza), che impongono sempre di operare una valutazione comparativa che tenga in debito conto le attitudini e l’espletamento di funzioni omologhe a quelle richieste.
Ancora una volta, per la designazione del nuovo Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia abbiamo dovuto registrare, a fronte di colleghi particolarmente idonei per avere maturato una qualificata esperienza nel settore requirente, la nomina da parte del plenum (da parte dell’ormai tetragona maggioranza…) di un magistrato di sicura qualificazione professionale, ma che non ha mai svolto funzioni di pubblico ministero.
L’incarico è stato difatti assegnato al dott. CARLO MASTELLONI (Trib. Venezia), da sempre magistrato giudicante anche se con funzioni di giudice istruttore dal 1980, prorogate sino al 1993 in funzione di alcuni procedimenti cui era assegnatario, e quindi gip/gup, che ha prevalso sul dott. PAOLO GIOVAGNOLI (p.m. Bologna), con quasi quindici anni di esperienza di pubblico ministero, con significativo e positivo impegno da ultimo in materia di terrorismo, culminate nelle delicate indagini successive all’omicidio del prof. Marco Biagi.
Sulla base dell’indicazione di circolare che equipara (quanto all’omogeneità di funzioni) l’attività di giudice istruttore con quella di pubblico ministero, si è ritenuto di ricomprendere nella valutazione dell’attività del dott. Mastelloni tutto il periodo di esercizio delle funzioni di giudice istruttore, anche successivo alla riforma del codice di rito, per assimilare sia con riferimento al parametro delle funzioni omologhe (rispetto al posto di procuratore aggiunto) sia riguardo alle attitudini, il profilo professionale del dott. Mastelloni con quello del dott. Giovagnoli, determinando la prevalenza del primo in ragione della maggiore anzianità di carriera (di sette mesi…!!).
La stessa maggioranza consiliare che in occasione di recenti comparazioni per analogo incarico semidirettivo aveva valorizzato la dedotta, necessaria esperienza di pubblico ministero in primo grado (rispetto ad altro magistrato che poteva vantare solo dette funzioni ma in grado di appello), ha premiato questa volta l’assenza di qualsiasi esperienza in tali funzioni.
Non possiamo pertanto che registrare nelle decisioni confinanti con il paradosso quella che ha visto, all’esito di una valutazione comparativa imposta ormai anche per l’attribuzione degli incarichi semidirettivi dal giudice amministrativo (e che in passato ci era stata contestata), la nomina a Procuratore aggiunto di Venezia del dott. Carlo Mastelloni con 12 voti (6Unicost, 2MI, 4laici del Polo), rispetto agli 8 voti (5MD, 3Movimento) - astenuti Favara e Rognoni – attribuiti al dott. Paolo Giovagnoli.

3.FUORI RUOLO
Disposta la prosecuzione dell’attività fuori ruolo in qualità di esperto giuridico presso la rappresentanza permanente d’Italia presso la C.E. sino al 7.6.2008 del dott. NICOLA LETTIERI.

4.COLLOCATO A RIPOSO IL PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CASSAZIONE
Per raggiunti limiti di età il plenum ha disposto il collocamento a riposo a far data dal 30.4.2006 del Procuratore Generale presso la Procura Generale della Cassazione dott. FRANCESCO FAVARA.
La delibera è stata accompagnata da numerosi interventi di compiacimento per l’attività svolta nel delicato incarico ed all’interno del Consiglio.
La quinta commissione sta definendo la procedura concorsuale che porterà a breve all’individuazione del nuovo Procuratore Generale, sì da consentire un celere avvicendamento nell’incarico che comporta anche, come è noto, la partecipazione quale membro di diritto al C.S.M.

5.NUOVO MAGISTRATO SEGRETARIO DEL C.S.M.
All’esito dell’interpello per la copertura di un posto di magistrato segretario del CSM è stata disposta la nomina all’unanimità del dott. MAURZIO ARCURI (p.m. Cassino).

6.NUOVI CORSI CENTRALI DI FORMAZIONE
Proseguendo nell’attività di incremento dell’offerta formativa erogata in sede centrale (ed anche a seguito dell’elevatissimo numero di domande di partecipazione al corso di studio su “Immigrazione e sistema penale” (Roma, 3-5 maggio 2006) che non si sono potute accogliere interamente, il plenum (su proposta della nona commissione), ha deliberato una duplicazione del corso, previsto a Roma dal 26 al 28 giugno p.v., cui sono stati ammessi i primi 100 magistrati in lista di attesa per il corso menzionato in precedenza, tutti senza alcuna ammissione nell’anno in corso e con non più di due partecipazioni a corsi nel triennio 2002/2005.
Disposta altresì l’ammissione di 100 magistrati per il corso specialistico civile su “La riforma della legge n.80/2005 in tema di esecuzioni civili”, previsto in Roma per il 10-11 aprile p.v. e 45 magistrati addetti alla trattazione di reati ambientali per l’incontro “La protezione comunitaria dell’ambiente attraverso il diritto penale” (Roma, 10-12 aprile).

7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle per il 2004/2005 del Tribunale di Udine.
All’esito di una lunga procedura, e su conforme parere (negativo) del Consiglio Giudiziario, non sono state approvate le tabelle per il biennio 2004/2005 del Tribunale di Napoli.

8.MAGISTRATO DI COLLEGAMENTO PRESSO IL REGNO DI SPAGNA
Seguendo la procedura prevista per la designazione del nuovo magistrato italiano di collegamento presso il regno di Spagna, che prevede una sorta di “concerto invertito” per l’individuazione del magistrato da designare, previa valutazione da parte del C.S.M. di una rosa di candidati offerta dal ministro della Giustizia (stante la natura fiduciaria dell’incarico in questione), il plenum ha espresso il suo concerto limitatamente ai primi tre dei seguenti candidati indicati dal ministro: GALILEO D’AGOSTINO (Trib. Roma), LUCA LEANDRO GIUSEPPE FERRERO (Trib. Torino), ROBERTO AMOROSI (p.m. Roma), PAOLO D’OVIDIO (p.m. Roma).

9.CONCORSO DI AVVOCATO E FIGLI MINORI
Investito di una problematica più rilevante di quanto non possa apparire (la conciliabilità del ruolo materno con figli fino a tre anni di un magistrato designato a far parte della commissione di esame di avvocato), attesa la nota lunghezza dell'iter concorsuale, il CSM ha approvato la seguente delibera, che può essere di ausilio e riferimento per tutte le colleghe investite della medesima "incombenza":
”Esaminato il quesito posto dalla dott.ssa Roberta SANTONI RUGIU, magistrato di Corte di Appello presso il Tribunale di Pisa volto a conoscere "se l'incarico di titolare della Commissione per gli esami di Avvocato sia compatibile con la disciplina oggetto delle circolari del Consiglio
Superiore della Magistratura in tema di organizzazione degli uffici giudiziari in caso di magistrati con figli fino a tre anni di età e non si ponga piuttosto in radicale contrasto con l'obbiettivo di rendere il lavoro del magistrato compatibile con le esigenze familiari ed i doveri di
assistenza che gravano sulla madre";
rilevato che alla presente pratica veniva riunito il quesito trasmesso anche dalla dott.ssa Alessandra BASSI, magistrato di Corte di Appello presso il Tribunale di Milano, sempre in tema di conciliabilità della partecipazione alla Commissione di esami di Avvocato con la maternità;
visto e condiviso il parere del Comitato per le pari opportunità in magistratura del 14.2.2006 delibera di rispondere ai magistrati Roberta SANTONI RUGIU e Alessandra BASSI nel senso che in considerazione della loro condizione di magistrati con figli di età inferiore ai tre anni debbano essere "sollevate dall'incarico di titolare della Commissione per gli esami di Avvocato"al fine di ridurre al minimo le difficoltà tipiche della lavoratrice madre pur garantendo la utilità del lavoro svolto per l'ufficio e pertanto " invitare i Presidenti di Corte di Appello a provvedere ad indicare al Ministero sostituti dei magistrati che siano stati nominati componenti delle commissioni per gli esami d'avvocato che si trovino nelle condizioni per poter fruire della applicazione della circolare 160/96 (e del disposto di cui all'art. 42 della circolare sulla formazione delle tabelle per gli anni 2006-2007)" Delibera, altresì, considerato che la dott.ssa BASSI è stata nominata supplente, al fine di limitarne l'aggravio e fintanto non interverrà la sua sostituzione, di evidenziare al Presidente della Commissione di cui fa parte il magistrato sopra indicato di effettuare una interpretazione rigida del disposto di cui all'art. 22 comma 5 RDL 27.11.1933 n. 1578 per cui la presenza della dott.ssa BASSI potrà essere richiesta solo allorché i membri effettivi e gli altri supplenti risultino effettivamente e giustificatamene impediti.”

10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi a partecipare all’incontro di studio su “La vittima nel giudiziario” (Parigi, 3-7 aprile 2006) i colleghi FULVIO BALDI (f.r. presso l’uff. studi del CSM) e SARA PANELLI (p.m. Torino).

DALLE COMMISSIONI
QUINTA COMMISSIONE
Proposta unanime per l’incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Cagliari in favore del dott. LEONARDO BONSIGNORE (Pres. Trib. sorveglianza di Cagliari);
per l’incarico di Presidente del Tribunale per i minori di Trento proposto con 3 voti (De Nunzio, Meliadò e Lo Voi) la dott.ssa BERNARDETTA SANTANIELLO (Appello Trento), e con 2 voti (Berlinguer e Salvi) il dott. LUCIANO SPINA (Trib. minori Trento);
per l’incarico semidirettivo di Presidente della sezione gip/gup del Tribunale di Bologna proposto con 4 voti (De Nunzio, Di Federico, Meliadò e Lo Voi) il dot. GIORGIO GIUSEPPE FLORIDIA (presidente aggiunto sez. gip/gup Bologna) e con un voto (Salvi) il dott. LEONARDO GRASSI (sost. proc. gen. Appello Bologna), astenuto Berlinguer;
per un posto di Presidente di sezione del Tribunale di Varese proposto con 4 voti ((De Nunzio, Berlinguer, Meliadò e Lo Voi) il dott. OTTAVIO D’AGOSTINO (Trib. Varese) e con un voto (Salvi) il dott. OSCAR MAGI (Trib. Milano), astenuto Di Federico;
per Presidente di sezione del Tribunale di Sassari proposta con 4 voti (De Nunzio, Lo Voi, Meliadò e Berlinguer) la dott.ssa PLINIA CLARA AZZENA (Trib. Sassari) e con un voto (Salvi) il dott. MARIANO GIOVANNI BRIANDA (Trib. Sassari).

SETTIMA COMMISSIONE
Se pure con molte difficoltà e ritardi, dovute all’esame di alcune proposte tabellari particolarmente complesse, “arricchite” da numerose osservazioni da parte dei magistrati in coerenza con il circuito partecipativo nella predisposizione dei programmi organizzativi degli uffici, la commissione è vicina alla completa definizione di tutte le procedure relative alle tabelle relative al biennio 2004/2005.
Il contingente consuntivo, rispetto ad un totale di 529 progetti tabellari da esaminare (di cui 518 trasmessi sin qui al Consiglio, pari al 97,92% del totale), indica il totale delle procedure definite con delibera in plenum in 449, pari all’85%.
Residuano ancora 80 tabelle non ancora deliberate (di cui alcune relativi a grandi uffici giudiziari), su cui è ancora impegnata la commissione: un dato (e un ritardo..) che testimonia però come nonostante l’indubbia accelerazione derivata dalla istituita “procedura semplificata” (che può essere valutate positivamente), l’attuale assetto deliberativo accentrato non è in grado di offrire una risposta efficiente e tempestiva.